Non è la prima volta che affrontiamo il doloroso caso di Edoardo Agnelli, un giovane intelligente e sensibile che ha avuto la sfortuna di nascere nella famiglia sbagliata, una famiglia nella quale avidità e corruzione avevano preso il sopravvento,
Per chi vuole capire meglio la storia invitiamo prima a leggere il nostro articolo del 21 giugno 2024 a questo link: https://internationalpost.it/edoardo-agnelli-un-mistero-ancora-irrisolto/
Tornando ai giorni nostri ora finalmente ci sono i tasselli decisivi che dimostrano una regia occulta (occulta?) dietro la sua scomparsa ed il fantomatico suicidio.
Infatti dopo il testamento “segreto” di Ganni Agnelli con cui lo nominava suo erede ora spuntano 4 pagine dattiloscritte per la cessione della quote della società “Dicembre” (che avrebbe dato ad Edoardo il controllo dell’impero di famiglia Fiat compresa) con data 14 novembre 2000: “casualmente” il giorno dopo il povero Edoardo veniva trovato morto sotto un viadotto autostradale.
Le nuove carte erano state acquisite dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Torino sull’Eredità Agnelli, con John, Lapo e Ginevra Elkann indagati per truffa ai danni dello Stato. È un documento dello studio del notaio Morone e in sostanza è un atto di cessione delle quote, per un totale del 25%, che Gianni Agnelli deteneva nella società semplice Dicembre, ossia la “cassaforte” che consente il controllo del gruppo.
Agnelli cede, con questo documento, le sue quote a Edoardo, rendendolo così di fatto l’erede designato. Nei documenti ci sono gli altri soci, ossia la moglie Marella Caracciolo, la figlia Margherita Agnelli e il nipote John Elkann, cui l’Avvocato aveva già destinato una parte. In sostanza è immaginabile che i soci avrebbero dato il loro consenso all’ingresso di Edoardo. La bozza è datata 14 novembre 2000.
Il 15 novembre 2000, però, Edoardo veniva trovato cadavere sotto il viadotto dell’autostrada. La sua Fiat Croma abbandonata con il motore acceso e i documenti sul cruscotto, il suo corpo settanta metri più in basso, sfracellato a poca distanza dal greto del ruscello. Sotto i vestiti, la giacca del pigiama.
Dunque Edoardo sapeva dell’atto di suo padre? La stessa domanda che ci si è posti quando, giorni fa, è emerso il “testamento segreto”, ossia una pagina delle volontà di Agnelli di donare quelle quote a Edoardo che, in un primo tempo, le aveva rifiutate. Il riferimento è alla famosa “Lettera di Monaco” – antecedente questi ultimi documenti – con cui Agnelli, prima di un rischioso intervento al cuore a Montecarlo, dichiara che suo figlio non vuole accettare le quote societarie – riceverà l’equivalente in denaro – e dunque le medesime saranno donate a John Elkann.
Di fatto, il riconoscimento di Elkann come erede. Con Marella che, successivamente, cederà proprio a lui anche le sue quote (e quelle cedute da Margherita nel famoso accordo con cui rinunciava all’eredità in cambio di 1 miliardo e 300 milioni) rendendolo il padrone dell’impero Fiat.
Dal punto di vista giudiziario, queste carte confluiscono nel processo civile che vede Margherita contro i figli, mentre quello penale si chiuderà presumibilmente con la messa alla prova di Elkann e l’archiviazione per i suoi fratelli. Ma resta questa coincidenza sinistra e disperata della morte di Edoardo.
Dal nostro punto di vista invece possiamo dire crediamo sempre di più ad un omicidio, e se non ci sono esecutori o mandanti sicuramente possiamo intuire chi ne abbia beneficiato, cioè chi oggi oltre ad un’azienda ormai non più italiana è editore di due pezzi di carta pseudo quotidiani che non sono buoni nemmeno come carta igienica e che da sempre fanno della calunnia e della diffamazione il loro principio di esistenza.
Altro che messa in prova! Se l’italia fosse un paese serio dovrebbe confiscare tutto a questi soggetti che per anni hanno fatto affari e quando c’era una minima flessione hanno appioppato gli stipendi degli operai allo stato con la cassa integrazione, con la complicità di Democrazia Cristiana, Partito Comunista e sindacati! Oggi hanno portato tutto in Olanda ma a questo punto ci viene da dire: andassero loro in Olanda e non tornassero più ma prima restituissero Fiat, Juventus e Ferrari agli italiani!
Claudio Marini