Usa-Israele-Iran: luci ed ombre di un conflitto apparentemente senza senso

Ciò che è accaduto nei giorni scorsi in Medio Oriente è piuttosto preoccupante, non tanto per i paventati rischi di guerra nucleare mondiale (mai esistiti e ipotizzati da organi di informazione a corto di notizie).

La cosa grave è che per diversi giorni si è combattuto un conflitto, iniziato da un attacco di Israele contro l’Iran senza che l’Iran avesse attaccato lo stato ebraico: al di là delle motivazioni sono i fatti ai quali ci dobbiamo attenere e questi sono i fatti ( a prescindere dalla valutazione di ciascuno.

Ciò che è grave è che da tempo c’erano trattative tra Usa ed Iran (trattative volte a risolvere le controversie sul nucleare iraniano, altra cosa assurda visto che appare insensato che un paese che ha armi nucleari voglia impedire ad altri di averne): nel mezzo di queste trattative Israele attaccava l’Iran con il consenso degli Usa che nello stesso tempo erano in trattativa con gli iraniani!

Gli Usa perdono così ogni credibilità come partner verso gli altri paesi del mondo che da oggi in poi sanno che trattare con loro è come avere un interlocutore pronto a pugnalare alle spalle: gli Usa hanno perso una buona occasione per farsi gli affari loro (non era Trump a dire che gli Usa non dovevano andare a dire agli altri come vivere?) e se volevano sovvertire la democrazia iraniana hanno fallito.

Stesso fallimento per Israele che con il suo atteggiamento sta vanificando gli sforzi fatti negli anni per raggiungere una pace con il mondo arabo: gli accordi di Abramo erano un ottimo spunto ma dopo nulla è stato fatto da loro per raggiungere un’intesa con i vicini (a parziale discolpa di tutte le parti noi abbiamo sempre sostenuto che quando si sparge sangue è difficile trovare armonia e pace, giusto per ribadire che non parteggiamo per una delle parti).

L’Iran, nonostante i danni a sue strutture strategiche, ne esce vittorioso, moralmente e politicamente: i suoi nemici non sono riusciti ad intaccare la fede ed il sostegno del popolo alla democrazia nata dalla rivoluzione del 1979 ed il governo non ha subito delegittimazioni come speravano i suoi avversari.

Concludendo noi ribadiamo che, se è un diritto di alcuni paesi del mondo (una decina) di possedere armi nucleari, lo stesso diritto deve averlo l’Iran: ma a questo punto lo stesso diritto lo devono avere le nazioni sconfitte nella seconda guerra mondiale, la Germania ed il Giappone (e forse anche i cosiddetti “cobelligeranti” come l’Italia).

Claudio Marini