Ci sono libri che raccontano lo sport, e libri che lo attraversano per parlare dell’uomo, del tempo, della memoria collettiva. Vertical di Paolo Piras appartiene con pieno merito alla seconda categoria: è un’opera che supera i confini della biografia per restituire la dimensione epica e profondamente umana di Gigi Riva, l’Hombre Vertical, trasformando la sua storia individuale in una parabola capace di illuminare un intero pezzo di storia italiana.
Giornalista e scrittore di grande sensibilità narrativa, Paolo Piras dirige oggi la redazione Esteri di Rai News 24. In passato si è occupato di calcio, ha firmato una rubrica per La Domenica Sportiva e ha dedicato alla saga rossoblù il volume Bravi & Camboni (2014). Con Vertical, Piras compie un salto ulteriore: fonde cronaca e poesia, rigore giornalistico e immaginazione letteraria, dando vita a un romanzo biografico che è allo stesso tempo inchiesta, ritratto psicologico e canto epico.
Il libro si apre con una scena destinata a restare: i funerali di Riva a Cagliari, “trenta, quarantamila persone che trattengono il fiato insieme”. Da quel silenzio sospeso prende forma un racconto che attraversa l’infanzia dura a Leggiuno, l’approdo quasi forzato in Sardegna, la lenta trasformazione dell’esilio in appartenenza. Piras indaga la “verticalità” di Riva – più profonda del celebre “Rombo di Tuono” – come cifra morale: l’integrità che non si piega, nemmeno davanti ai milioni del Nord, e che diventa simbolo di una terra, di un popolo, di un’idea di dignità.
Come ogni grande opera sportiva, Vertical mostra che lo sport non è un’appendice della storia, ma una delle sue forme più vive: campo in cui si incrociano identità, conflitti sociali, mobilità, riscatto, mito. Lo storico che guarda allo sport scopre un laboratorio del Novecento, uno specchio delle trasformazioni culturali e politiche, un archivio di passioni collettive. Paolo Piras lo dimostra con straordinaria intensità: il Cagliari dello scudetto del 1970 diventa metafora di un’Italia in cambiamento, e la vita di Riva una lente attraverso cui leggere la fragilità e la forza di un’epoca.
Non poteva quindi esserci scelta migliore per il Premio FiuggiSport 2025, assegnatogli con la seguente motivazione: Per la capacità di restituire la grandezza di Gigi Riva con una scrittura insieme rigorosa e poetica; per aver trasformato una storia sportiva in una narrazione che tocca la letteratura, l’identità e la memoria; per aver ricordato a tutti noi che lo sport è storia, e che la storia non può fare a meno dello sport.
Il premio per la sezione sportiva è stato assegnato nell’ambito del prestigioso Premio Fiuggi Storia 2025, giunto quest’anno alla sua XVI edizione ed organizzato come sempre dalla Fondazione Levi Pelloni, un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ambientale, culturale e scientifica pensata e voluta dallo storico Giuseppe Pelloni.