Durante l’estate è normale che vista la scarsità di notizie i pezzi di carta che indegnamente qualcuno chiama ancora giornali o organi di informazione (più di disinformazione) diano spazio anche a tematiche che durante l’anno sono state trascurate per ordini di scuderia.
Una di queste è il problema dei suicidi nella carceri, dovute prevalentemente al problema del sovraffollamento e ad un trattamento disumano: sulla cosa si soni registrate due prese di posizione, una del ministro Nordio e l’altra di esponenti del PD, e ci risulta piuttosto difficile scegliere la pù assurda delle due.
L’attuale inquilino di via Arenula infatti ha addirittura affermato prima che il sovraffollamento riduce i suicidi in quanto ogni detenuto è controllato dagli altri (quindi secondo lui non dovrebbe essere nemmeno libero di suicidarsi se è quello che vuole, il che è di una crudeltà estrema, visto che ognuno dovrebbe essere padrone di disporre della propria vita) e poi minimizzando il problema sostenendo che i suicidi non sono poi tanti (come se la vita di anche una persona per lui contasse poco): ma ci vuole un genio per capire che la detenzione domiciliare risolverebbe quasi tutti i problemi? che chi sconta la pena (che lo ricordiamo consiste nella privazione della libertà e non nella tortura in luoghi non idonei e nella costrizione a condividere spazi con altre persone) lo può fare anche a casa? o ha paura di qualche forcaiolo presente nel suo partito? (che dimentica le proprie origini ed i tanti camerati ingiustamente imprigionati negli anni 70, un partito di cui certo non sarebbe fiero oggi Giorgio Almirante che voleva la giustizia sì ma una giustizia giusta e che certamente sarebbe stato d’accordo con amnistia e pene alternative)
Se però avevamo pensato di aver finito di contorcerci dalle risate (si ride per non piangere) di fronte a quanto detto da un autorevole esponente del governo ecco che qualche esponente del PD ha voluto dimostrare che questa opposizione è anche peggio: come ormai loro abitudine da 3 anni a questa parte propongono soluzioni che in quasi 10 anni ininterrotti di governo si sono ben guardati dal mettere in pratica, opponendosi sempre alle minime riforme della giustizia (conseguenza del patto scellerato tra una parte della magistratura ed il PDS di cui il PD è erede diretto) e non avendo non solo mai realmente appoggiato provvedimenti di amnistia o indulto ma anche di fatto evitando di imporre pene alternative (qualche forcaiolo lo avranno pure loro in casa, dimenticando il garantismo dei loro antenati).
Certo se i due principali partiti di governo ed opposizione stanno ridotti così c’è poco da essere ottimisti, però se nulla cambia è loro la maggiore responsabilità, dai vertici alla base, passando per loro componenti nelle commissioni giustizia di camera e senato.
Claudio Marini