Sports Ilustrated incorona Lebron James sportivo del 2012

LeBron James è stato nominato lo sportivo dell’anno dalla famosa rivista americana Sports Illustrated. La stella dei Miami Heat appare ancora una volta nella copertina della rivista sportiva, stavolta però in compagnia del tanto agognato anello NBA, un traguardo tanto sudato quanto meritato, raggiunto non senza clamorosi fallimenti. Discorso diverso da quando LeBron veste la casacca nera degli Heat, infatti il ragazzone di Akron, Ohio chiude in bellezza un 2012 pieno di soddisfazioni, e dopo aver finalmente vinto il suo primo titolo Nba, essere stato nominato Mvp delle finali e della regular season e aver conquistato l’oro olimpico, riceve un ulteriore omaggio alla sua predominanza atletica, ma soprattutto caratteriale. Un uomo che infatti non si è mai dato per vinto nonostante le molteplici delusioni accumulate negli anni passati ai Cleveland Cavaliers (2003-2010): due semifinal conference e una final conference perse e soprattutto la sonora sconfitta subita dagli esperti San Antonio Spurs nella finale per il titolo del 2006-2007. Durante la sua permanenza a Cleveland, un susseguirsi di flop, progetti insensati e continue rifondazioni, trade non propriamente adatte, avevano finito per scaturire un giusto sentimento di rivalsa nell’ancora giovane LeBron. Era il 2010 infatti quando James decise, non senza rammarico, di lasciare il suo amato Ohio per provare a vincere il titolo con un’altra franchigia, organizzando addirittura uno show televisivo che ebbe un’incredibile impatto mediatico e nel quale avrebbe deciso tra le varie pretendenti: alla fine contro ogni pronostico scelse i Miami Heat dell’amico/rivale Dwayne Wade, ponendo a detta di molti un’immediata ipoteca sul titolo, soprattutto con il successivo arrivo di Chris Bosh che sancì di fatto la nascita dei nuovi Big Three. Ma non andò cosi perchè i nuovi Miami Heat accreditati come i vincitori, persero malamente le NBA Finals 2011 contro i Dallas Mavericks, o per meglio dire contro un galattico Dirk Nowitzki. Dopo la tragica delusione, Miami ha operato in maniera massiccia sul proprio roster regalando ai Big Three della Florida giocatori come Shane Battier e Ronny Thuriaf. LeBron freme per la rivincita e nemmeno a dirlo la stagione 2011-2012 slitta al 25 dicembre a causa del “Lockout”. Dopo una regular season ad alti livelli e con LeBron premiato Mvp della stagione, Miami era però ancora una volta seconda – come il 2010-2011 – nell’Eastern Conference, dopo i Chicago

Bulls dell’eterno Derrick Rose. Ma nei play-off gli Heat non temono rivali e dominano ogni partita, scacciando i fantasmi dell’anno precedente e consentendo finalmente al “Prescelto” di coronare il sogno tanto ricorso, vincendo l’anello contro gli Okahoma City Thunder di Kevin Durant, con il risultato finale di 4 gare a 1. E quando qualcuno parla di LeBron James, ne parla sempre bene: “LeBron è stata una scelta facile per noi” – dichiara Paul Fichtenbaum, Direttore del Time Inc. Sports Group – “In un anno in cui abbiamo visto prestazioni sportive di altissimo livello, lui si è dimostrato una spanna sopra tutti gli altri”. Fichtenbaum ha voluto anche sottolineare che la scelta ha guardato oltre le doti sportive e atletiche. LeBron James infatti è famoso per le sue opere di beneficienza per i bambini di Akron, la sua città natale. “Penso che ci sia stato un certo riavvicinamento tra il pubblico e il giocatore. Forse a Cleveland non è proprio così, ma è vero per quanto riguarda il Paese. La maglia di LeBron è la più venduta e credo che ci sia un motivo. La gente lo apprezza per tutto ciò che è in grado di fare”.

Alessandro Andrea Caruso