Siria: dopo la caduta di Assad è ancora più necessario l’aiuto di Iran e Russia

In modo apparentemente inaspettato in Siria i ribelli hanno conquistato il potere costringendo il Presidente Assad ad abbandonare il Paese, un Paese guidato dalla sua famiglia per oltre 50 anni, nei quali la Siria ha vissuto un lungo periodo di stabilità e, nonostante le sanzioni da parte dell’occidente, ha garantito ai suoi cittadini una vita decorosa.

Non vogliamo entrare nel merito delle motivazioni che hanno spinto i ribelli ad una rivoluzione armata che ha spodestato il governo della Siria: siamo infatti convinti che ogni popolo abbia il diritto di vivere secondo i valori che ritiene più opportuni e con la forma di governo che preferisce, senza imposizioni interne o esterne.

Il popolo iraniano per esempio ha scelto liberamente nel 1979 di liberarsi da una monarchia corrotta dall’occidente per vivere in uno Stato islamico ed a distanza di 45 anni non ha avuto mai motivo per pentirsi di tale scelta: allo stesso modo il popolo russo della Crimea nel 2014 ha deciso di non voler seguire il resto dell’Ucraina in una deriva occidentale e ha voluto unirsi alla Russia.

Quello che purtroppo rischia la Siria è il caos, un caos nel quale l’occidente corrotto guidato da USA ed UE possa avere facile manovra per ridurla al proprio servizio e strumento dei propri obiettivi: sarebbe la peggiore ipotesi per il popolo siriano che si troverebbe privato della propria autonomia ed asservito alle logiche perverse di un occidente corrotto.

Per questo motivo è importante che Iran e Russia non facciano mancare il loro supporto e la loro vicinanza al nuovo governo siriano, guidandolo e impedendo ingerenze occidentali: e questo per molteplici ragioni che andiamo a illustrare, prima fra tutte che non si può lasciare il controllo della Siria alla sola Turchia che da sola non è in grado di occuparsi nel modo migliore di un tale problema.

Inoltre l’Iran ha un ruolo importante nel Medio Oriente e non deve per nessuna ragione rinunciarvi visto che in tutta l’area c’è bisogno di un punto di riferimento affidabile e nessun Paese meglio dell’Iran può svolgere questo ruolo, sia per motivi storici che geopolitici: il suo esempio di stabilità in 45 anni e di osservanza delle tradizioni può e deve essere un esempio da seguire per la Siria.

Infine la Russia può garantire ai siriani la conferma della propria vicinanza e del proprio supporto militare, assicurando protezione al nuovo governo per evitare che questo divenga facile preda degli appetiti degli occidentali che non vedono l’ora di piazzare una ulteriore bandierina e di avere un ulteriore stato vassallo e disponibile ai loro sporchi interessi.

Claudio Marini