Dal degrado della televisione italiana degli ultimi anni non poteva certo salvarsi il Festival di Sanremo, incapace di offrire musica di qualità ormai da diverse edizioni e con la costante del cattivo gusto (l’esibizione di John Travolta con Amadeus e Fiorello è stata solo una delle tante cadute di stile a cui ci siamo abituati ad assistere).
Il degrado di Sanremo comunque comincia da lontano, da quando cioè si è preferito scartare o boicottare i veri artisti per dare sempre più spazio ad autentiche nullità (prevalentemente provenienti dai programmi di Maria De Filippi, la maggiore responsabile della realizzazione di programmi televisivi spazzatura e dell’affermazione di personaggi di infimo livello).
Aveva detto giustamente Gino Paoli che ormai non è più il Festival della canzone italiana ma è diventato uno spettacolo squallido, puntando giustamente il dito verso la televisione che lo ha asservito alle sue logiche perverse e gli ha trasmesso i propri mali. Il grande cantautore ha poi aggiunto parole sacrosante: “ieri avevamo Mina e la Vanoni, oggi emergono le cantanti che mostrano il culo”. Come dargli torto?
Ne abbiamo viste tante all’opera sul palco di Sanremo e non solo, intente a mostrare altre doti più che quelle vocali, e se pensavamo di aver visto quanto di peggio si potesse pensare ci siamo sbagliati di grosso: ultima in ordine di tempo tale Elodie, che ha dichiarato nei giorni scorsi: “A Sanremo voglio essere put*tana dall’inizio alla fine”.
Come avrebbe detto qualcuno si è qualificata da sola. E come qualche altro ottimo osservatore ha commentato, non c’era bisogno di aspettare Sanremo. E come pensiamo noi non c’è altro da aggiungere, se non che la sua presenza (come quella di altri) è un buon motivo per non vedere il Festival di Sanremo (che è bene ricordare viene fatto con soldi pubblici che si potrebbero risparmiare per fare qualcosa di serio).
Claudio Marini