Quanto accaduto nei giorni scorsi, con il fallimento della vergognosa legge sul consenso opera del patto scellerato Meloni-Schlein, ha fatto capire che se in Italia abbiamo ancora la speranza di avere un leader politico con le doti di uno statista quella speranza si chiama Matteo Salvini.
Il leader della Lega ha avuto il coraggio di bloccare una legge che avrebbe fatto diventare ancora di più l’Italia un paese ridicolo ed ha finalmente rotto il muro di gomma su quello che già con l’attuale legge e con l’attuale clima di verifica, cioè il proliferare di false accuse.
Quello che però Salvini dovrebbe affermare senza se e senza ma è che anche l’attuale legge va riscritta e che in assenza di prove reali (referti medici, flagranza di reato o altro inconfutabile a differenza della semplice parola delle presunte vittime) non si può processare o condannare un innocente.
Perchè possiamo anche capire che per ragioni elettorali cavalchi l’indignazione davanti a casi conclamati di violenza accertata da flagranza o prove equivalenti proponendo la castrazione chimica ma ciò deve avvenire solo in assenza del minimo dubbio, cioè lasciando zero potere discrezionale ai magistrati che con i loro teoremi basati sul nulla continuano a fare ingiustizia.
Forse potrà perdere qualche forcaiolo ma guadagnerà tanti elettori che sono stati abbagliati da FDI solo perchè era l’unico partito che non ha sostenuto Draghi (dimenticando che senza Lega e Forza Italia ci sarebbe stati Conte e Speranza con danni incalcolabili) e guadagnerà tanti elettori che non votano più perchè non si sentono npiù rappresentati.
Prima delle prossime elezioni c’è ancora tempo e come è accaduto alle ultime regionali (soprattutto in Veneto) la Lega ha dimostrato di essere in ripresa (anche perchè sta lavorando bene sui territori e non ha una gestione verticistica come FDI): non è un miraggio ribaltare i rapporti di forza all’interno della coalizione perchè un dato è certo, che Matteo Salvini ha la stoffa che manca a chi ora siede a Palazzo Chigi.
Claudio Marini