PD ormai senza più vergogna: non vota a favore della giornata per le vittime degli errori giudiziari

Se pensavamo che il PD avesse perso tutte le occasioni per dimostrare un briciolo di pentimento sulla sua assurda posizione giustizialista ci siamo dovuti ricredere quando anche di fronte ad un provvedimento sacrosanto come l’istituzione di una giornata per ricordare le vittime degli errori giudiziari (che doveva essere approvato senza se e senza ma all’unanimità) ha preferito astenersi.

Insieme al PD si sono astenuti Alleanza Verdi Sinistra (che di delinquenti ci capiscono avendone mandata una al Parlamento Europeo) ed ha votato contro il Movimento 5 Stelle (per il quale evidentemente non esistono gli errori giudiziari, anche se sarebbe interessante conoscere la loro opinione e quella del loro leader Conte sul processo a carico del figlio di Beppe Grillo, ma chissà che il fatto che non se ne parli più sia un preludio ad un insabbiamento, logico regalo dei magistrati ai loro zerbini).

La data scelta per questa giornata non era casuale: il 17 giugno, giorno in cui il popolare conduttore televisivo Enzo Tortora fu ingiustamente arrestato sulla sola base di alcune dichiarazioni di pentiti ed accusato di associazione camorristica e traffico di stupefacenti: dopo 271 giorni di prigionia in carcere gli furono concessi gli arresti domiciliari e tornò libero soltanto nel luglio del 1984, dopo oltre un anno. Il suo calvario terminò solo con l’assoluzione con formula piena nel settembre del 1986 ma nel frattempo si era ammalato e morì nel maggio del 1988: possiamo affermare che la sua morte è stata causata anche e soprattutto da ciò che ha ingiustamente subito.

Proprio la figlia di Tortora, Gaia, ha giustamente reagito attaccando il PD: ” Fate pietà, davvero. La loro preoccupazione principale è non dare fastidio e certa magistratura. La loro posizione è sovrapponibile perfettamente a quella del presidente dell’anm.” E non possiamo che condividere in pieno quanto da lei affermato.

Non ci meraviglia comunque: il PD è l’erede di quel PDS che è stato l’unico partito risparmiato nel 1992 dai magistrati golpisti e di loro è stato prima il principale complice fino a diventarne subalterno.

Non possiamo che ricordare un insegnante di scuola media, comunista del PCI, che negli anni 80, ad alcuni suoi studenti poco garantisti era solito ripetere “meglio 1000 delinquenti in libertà che un solo innocente in carcere”: quando tutta la sinistra era garantista ed aveva ancora una dignità.

Loro del PD la dignità l’hanno svenduta nel 1992 per eliminare Bettino Craxi (perseguitato fino alla morte) e non l’hanno più ritrovata: forse solo se avessero avuto il coraggio di eleggere Silvio Berlusconi (altro perseguitato da certi magistrati) avrebbero potuto recuperarne un briciolo, dimostrando di riconoscere i propri errori e restituendo alla politica il ruolo che le spetta.

Claudio Marini