Oro, decorazioni e corpi sinuosi: Gustav Klimt al Correr di Venezia

È passato quasi un secolo da quando Gustav Klimt, nel maggio 1899, fu rapito dal fascino della Basilica di San Marco e da quel giorno in poi il legame tra l’artista austriaco e la città di Venezia divenne indissolubile. Ed è proprio per rendere omaggio al suo inconfondibile genio che la meravigliosa “Città sull’acqua”, a quasi un secolo dalla sua partecipazione alla Biennale nel 1910, dedica a Klimt una spettacolare esposizione che lo vede protagonista nelle sale del Correr. Venezia, con i suoi mosaici e la sua architettura unica nel suo genere, diventa fonte d’ispirazione per il periodo d’oro che porterà Klimt a realizzare alcune delle sue più celebri opere che lo renderanno conosciutissimo in tutto il mondo e diventeranno l’emblema della Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale teorizzata da Richard Wagner. Secondo il compositore tedesco, infatti, le singole arti dovevano essere subordinate ad un unico proposito nell’unione perfetta tra opera e dramma, come in un teatro in cui convergono musica, drammaturgia, coreutica, poesia e arti figurative. Il fine? Realizzare una perfetta sintesi delle diverse forme artistiche, così da costituire da un lato l’espressione più profonda dell’anima del popolo e dall’altro una proiezione in ambito universalistico.

L’esposizione “Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione”, frutto di una co-produzione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia ed il Museo Belvedere di Vienna, festeggia a Venezia i 150 anni dalla nascita di Klimt(1862-2012) ed è curata fin nei minimi dettagli da Alfreid Weidinger, uno dei massimi esperti dell’artista austriaco.

Klimt e la Città Lagunare in un connubio senza eguali nella stessa Saletta dedicatagli alla Biennale nel 1910 a cui partecipò presentando la Salomè (Giuditta II), dipinto enigmatico che suscitò scalpore fra il pubblico non ancora in grado di capire l’enorme valore artistico di questo dipinto: ciò nonostante, il Comune di Venezia acquistò l’opera al prezzo di 900 lire e in occasione dell’anniversario è possibile ammirare questa ed altre creazioni giunte in Italia dai musei più prestigiosi d’Europa.

È proprio con “Giuditta” I e II che Klimt si distacca completamente dall’idea romantica del genere femminile, dando inizio ad una nuova era che ritrae la donna come condensato artistico di una sensualità mai vista prima di allora, più reale, disincantata e priva di quel carattere etereo che l’aveva caratterizzata fino all’Ottocento.

Nell’esposizione trovano spazio anche dipinti, disegni, spille incastonate di pietre lunari, schizzi architettonici e tappeti espressione della Secessione Viennese: attraverso ricostruzioni e documenti storici, sarà possibile ammirare la genesi e l’evoluzione di coloro che ne furono i maestri, tra cui Jan Toorop, Minne, Koloman Moser, Fernand Khnopff e soprattutto Josef Hoffmann, da sempre amico e compagno d’avventure di Gustav Klimt.

Novità degli ultimi giorni, è arrivata anche l’App della mostra di Venezia, realizzata da Antenna International e capace di proporre una visione inedita sulla rassegna del Museo Correr e di ripercorrere cronologicamente e graficamente gli avvenimenti più importanti della vita e della carriera artistica di Klimt.

Per tutti gli appassionati di questo enigmatico artista e dei pionieri del moderno, l’esposizione “Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione” sarà aperta fino all’8 di luglio.

Serena Brini