L’on. Elisabetta Gualmini scrive assieme a 34 Europarlamentari al Commissario Margarethe Vestager per chiedere l’inclusione della ceramica nella lista dei settori che compensano i costi indiretti ETS

L’on. Elisabetta Gualmini, Presidente dello European Parliament Ceramics Forum (EPCF), ha inviato nei giorni scorsi una lettera a Margarethe Vestager, Vice Presidente Esecutiva della Commissione Europea e Commissario alla Concorrenza, per chiedere che la ceramica sia inclusa nella lista dei settori che beneficiano della compensazione dei costi indiretti ETS. La lettera è stata co-firmata da 34 Europarlamentari rappresentanti di 7 Stati membri (Italia, Spagna, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca) ed appartenenti a diversi gruppi politici.

I costi indiretti legati al sistema di scambio di quote di emissione UE ETS, cioè i costi ambientali che vengono passati dalle aziende produttrici di energia elettrica alle imprese manifatturiere, pesano fortemente sul settore. Questi contribuiscono infatti a erodere la capacità di investimento delle imprese, minare la loro competitività internazionale, mettere a rischio l’occupazione diretta ed indiretta e minacciare l’autonomia europea nella fornitura di materiali da costruzione.

Il settore ceramico nell’attuale versione delle linee guida della Commissione Europea non è incluso tra i settori ammessi alla compensazione dei costi indiretti; in altre parole, non può accedere ai recuperi economici che gli permetterebbero di procedere con la parziale elettrificazione dei propri processi produttivi e quindi alla transizione green auspicata dalla stessa Commissione Europea.

Gli Europarlamentari hanno espresso nella lettera le proprie preoccupazioni per il futuro del settore ceramico, composto da PMI innovative che garantiscono più di 200.000 posti di lavoro diretti in tutta Europa. L’industria ceramica, già esempio di sostenibilità a livello europeo, sta infatti soffrendo il forte aumento dei prezzi dell’elettricità. La crisi energetica sta non solo mettendo a rischio la competitività dell’industria ceramica rispetto ai produttori extra-UE, ma rischia anche di fermare il progresso del settore nel più ampio percorso di decarbonizzazione, già intrapreso da anni.

Gli Europarlamentari firmatari chiedono quindi che, alla luce dei radicali mutamenti intervenuti sui mercati energetici, vengano modificate al più presto le Linee Guida (basate su dati non più rappresentativi) in modo che anche le imprese ceramiche possano ricevere le parziali compensazioni dei costi indiretti dell’ETS sostenuti e non siano spinte alla rifocalizzazione delle produzioni.

‘La Commissione – ha dichiarato Elisabetta Gualmini – non deve penalizzare chi investe in tecnologie per la decarbonizzazione, l’efficientamento energetico e l’utilizzo di energie rinnovabili, considerate cruciali per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di gas serra. Bisogna garantire che la transizione ecologica avvenga in modo equilibrato ed equo per tutti i settori: le istituzioni devono lavorare insieme alle piccole e medie imprese, in particolare alle più innovative, senza creare competizione sleale o distorcere il mercato. Solo così sarà possibile arrivare a un’economia a zero emissioni entro il 2050’.