Le sanzioni economiche sono lo strumento con il quale una certa parte del mondo (praticamente sempre quella che fa riferimento agli Stati Uniti) manifesta la propria contrarietà ad un governo ritenuto ostile e nel corso degli anni sono spesso state a dir poco discutibili (come quelle imposte alla Russia per come ha ritenuto di affrontare le divergenze con il governo ucraino).
Ma ciò che appare sempre di più come un crimine contro l’umanità sono le sanzioni imposte al popolo iraniano, “colpevole” solo di difendere i propri valori contro l’occidente corrotto. In pratica visto che il governo iraniano (che non ha nulla di cui vergognarsi a differenza di quelli di tanti paesi occidentali) non è gradito occorre punite un grande Paese con ogni mezzo.
A tal proposito il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran Seyed Abbas Araghchi ha sottolineato: “È giunto il momento che le sanzioni disumane, imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati, siano riconosciute come crimini contro l’umanità. I regimi occidentali hanno sempre sostenuto che le sanzioni siano un’alternativa incruenta alla guerra. Ma qual è la realtà? Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet dimostra che le sanzioni unilaterali, soprattutto quelle imposte dagli Stati Uniti, possono essere letali quanto una guerra. Dagli anni ’70 a oggi, ogni anno oltre 500 mila persone hanno perso la vita a causa delle sanzioni; le principali vittime sono per lo più bambini e anziani. I Paesi sottoposti a sanzioni devono reagire a questa ingiustizia organizzata con un’azione coordinata, uniti e compatti”
Nel frattempo l’Italia non perde occasione per dimostrarsi un paese ormai spregevole, visto che accoglie sul suo suolo il gruppo terroristico del MEK (Mojahedin-e-Khalk) responsabile di decine di migliaia di vittime in Iran. Questo atto non è solo una violazione dei principi umani più elementari, ma anche un insulto alla memoria delle vittime del terrorismo.
Come giustamente fa notare l’Iran “questo gruppo terroristico non ha posto nel mondo civile. Non si deve permettere che il suolo europeo diventi un rifugio per i terroristi. Ci aspettiamo che l’Italia impedisca l’attività di questa setta terroristica sul proprio territorio”.
Claudio Marini