Le quote rosa ed i loro danni incalcolabili

Margaret Thatcher, al di là della condivisione delle sue posizioni politiche, è stata una leader mondiale portando la Gran Bretagna a giocare un ruolo da protagonista sulla scena internazionale negli anni 80: ha raggiunto il ruolo di premier soltanto con le proprie capacità personali senza leggi che imponessero una presenza femminile nelle liste elettorali.

Angela Merkel ha guidato la Germania per tanti anni e per arrivare ad essere cancelliere non ha certo avuto bisogno di leggi che imponessero una presenza femminile nelle liste elettorali.

in Italia invece a qualcuno è venuto in mente che la finta parità di genere di dovesse raggiungere per imposizione, costringendo i partiti a schierare un elevato numero di candidate donne nelle liste e, nelle consultazioni dove ci sono ancora le preferenze, consentire la preferenza multipla purchè almeno una sia data alle donne.

Sappiamo già che saremo tacciati di maschilismo o misoginia dai soliti pseudo-progressisti ma così non è e siccome non abbiamo paura di sostenere le nostre posizioni andremo ad argomentarle, soprattuto per far rendere conto a chi non lo ha ancora capito di quanti danni abbia prodotto questa legge e di quanto sia ingiusta.

Tanto per cominciare partiamo proprio da ciò che è giusto: ma vi sembra giusto che tanti uomini validi non abbiano potuto avere una candidatura in posizione eleggibile solo perchè la legge imponeva la presenza di una donna (a giudicare da quello che abbiamo visto negli ultimi anni spesso incapace e non all’altezza)? Vi sembra giusto che uomini che hanno dedicato tanto tempo alla politica fin da giovani siano stati scavalcati da donne senza la minima esperienza politica o amministrativa?

Quanto ai danni incalcolabili non basterebbe un semplice articolo ma è facilmente immaginabile quanti ne possa fare su tanti temi un parlamento pieno di persone inesperte e competenti.