La subdola e vergognosa campagna diffamatoria dell’occidente contro l’Iran

Che la resistenza eroica (da quasi 50 anni) di un Paese ed di un popolo come quello iraniano possa dare fastidio agli occidentali lo si può anche comprendere (soprattutto degli italiani abituati a cambiare posizione con la stessa facilità con cui si cambiano le scarpe).

Ma ormai è proprio il caso di dire che gli europei non sanno più cosa inventarsi per diffamare e tentare di destabilizzare il glorioso Paese del Medio Oriente.

Purtroppo se non ci fosse da piangere per le condizioni di miseria umana degli occidentali ci si potrebbe anche fare una risata nel vedere come ogni singolo e trascurabile episodio si verifichi in Iran gli organi di informazione europei ed italiani (sarebbe meglio dire gli organi di disinformazione, alcuni dei quali meriterebbero di essere chiusi immediatamente) trasformano tutto in una apparente rivolta popolare contro il governo democraticamente eletto e contro i leader religiosi.

In tutto ciò la cosa più grave e vergognosa è che settori occidentali vari stanno portando avanti una strategia di menzogne rivolte al popolo iraniano per ingannarlo e manipolarlo, allo scopo di istigarlo e convincerlo a ribellarsi contro il proprio governo e la propria guida spirituale: purtroppo se anche solo una parte del popolo iraniano dovesse prestare attenzione a ciò e si lasciasse convincere dalle menzogne occidentali si renderebbe poi conto troppo tardi del tragico errore.

Per questo rinnoviamo all’Iran la nostra più completa disponibilità a fare tutto il possibile per difendere i propri valori e le proprie tradizioni, perchè è in gioco un modo di vedere le cose corretto e morale (due aggettivi di cui in occidente si è perso il significato). Una buona idea per l’Iran sarebbe quella di prendere spunto dal provvedimento di Vladimir Putin dell’agosto 2024 con il quale ha aperto le porte della Russia a coloro che non si riconoscevano più del degrado occidentale e volevano vivere in una società dove i valori tradizionali sono ancora rispettati: secondo noi sarebbero in tanti coloro che vedrebbero l’Iran come un punto di riferimento.

Claudio Marini