Se qualcosa di buono resterà di queste vergognose olimpiadi (delle quali abbiamo parlato in un nostro precedente articolo) è l’affermazione di un uomo capace di rivoluzionare uno sport nel paese in cui ha stravinto come allenatore di club prima e della nazionale maschile dopo.
Siamo parlando di Julio Velasco, da 40 anni protagonista della pallavolo prima con Modena che ha segnato gli anni 80, poi demiurgo della nazionale maschile che, fino ad allora cenerentola del panorama internazionale, con lui alla guida ha dominato per diversi anni in tutto il mondo, mancando solo l’oro olimpico per un soffio.
Quella mancanza per alcuni è stato motivo di sminuire i suoi successi, quasi fosse stata colpa sua il mancato punto decisivo che nello sport ha impedito a tanti campioni di vincere a volte (i rigori o i gol sbagliati nel calcio, i match-point nel tennis e così via).
Il grande allenatore ha però approfittato di questa occasione per dire qualcosa di molto importante e lo ha fatto poco prima della storica vittoria della nazionale femminile quando ha sottolineato: “Dobbiamo smettere di parlare dell’oro che manca, mi riferisco soprattutto ai giornalisti. Secondo me è deleterio per la squadra maschile e per tutti. È un modo di fare tipicamente italiano: si vede sempre quello che manca; l’erba del vicino è sempre più verde; gli altri sono bravi ecc…È una filosofia di vita che non va bene, l’oro olimpico arriverà quando arriverà, ma non deve essere l’obiettivo perché ci sono tante squadre forti”.
Un messaggio il suo che dovrebbe far riflettere tanti su cosa sia lo sport, uno sport che Velasco ha onorato per tanti anni raggiungendo risultati fino a quel momento impensabili.
E l’ultimo è stato la splendida vittoria della nazionale femminile con in testa la bravissima Ekaterina Antropova che ha dimostrato di essere una fuoriclasse con davanti una carriera piena di successi.
Claudio Marini
