Gunther Von Hagens: quando la natura morta è …umana!

Qual è l’idea che ognuno di noi associa alla morte? Fine, distruzione, polvere, inconsistenza, immaterialità…Tutto questo senza dubbio legato alla convinzione che i nostri tessuti siano innegabilmente destinati alla decomposizione. “Polvere tu sei e in polvere tornerai”- recitava la Genesi secoli e secoli or sono.

Ma se così non fosse? Se il nostro corpo, le nostre membra, i nostri organi rimanessero intatti anche dopo la fine dei nostri giorni? Impossibile? A giudicare da queste immagini non si direbbe proprio. Ebbene sì, non è una ricostruzione, è un corpo vero. L’autore di questa strana “opera” si chiama Gunther von Hagens, l’anatomopatologo tedesco inventore della tecnica della plastinazione.

Il “Dottor Morte”, come è stato ribattezzato dai media di tutto il mondo, ha messo a punto e brevettato un complesso procedimento che sostituisce i liquidi organici con polimeri di silicone, permettendo così la conservazione dei corpi che, oltre a mantenere inalterati i naturali colori, rimangono rigidi, integri e inodori. La macabra procedura, degna del più fantasioso registra dell’horror, consiste nel preparare i cadaveri più o meno come se dovessero essere imbalsamati e nel plastificare poi ogni singola cellula; in seguito, attraverso l’utilizzo di aghi, fili e mollette il corpo viene posizionato nelle pose desiderate, fino a quando si solidifica “immortalando”(è proprio il caso di dirlo) la postura.

Ed ecco a voi servita una vera e propria galleria di salme viste dall’interno, senza il filtro della pelle che cela gli organi interni. La cosa più curiosa? I corpi non sono distesi in una teca o eretti in verticale come siamo abituati a vedere nei film o come ci immaginiamo che siano nei laboratori scientifici, bensì assumono le posizioni più disparate, a simboleggiare scene di vita quotidiana: troveremo quindi due personaggi che giocano a carte seduti ad un tavolino, una coppia di ballerini che stanno eseguendo una presa acrobatica, un sassofonista, una donna seduta sull’altalena con le gambe semi-divaricate, un uomo che salta la staccionata ed uno che va in bicicletta. Tutto questo per mostrare come ogni azione (correre, ballare, saltare) stimoli fasce muscolari diverse: lo stesso atto sessuale viene ricostruito in un’apposita sala, vietata ai minorenni.

Genio “illuminato” o pazzo lasciato a piede libero? Qualunque cosa se ne pensi, Von Hagens ha organizzato mostre in tutto il mondo, raccogliendo giorno per giorno un successo incredibile. Senza dubbio la sua “carriera” in questo ambito è stata tutt’altro che in discesa: oltre all’indignazione di gran parte dell’opinione pubblica, il “Dottor Morte” è stato accusato di far ricorso ai cadaveri di giustiziati cinesi come materia prima delle sua creazioni. Tuttavia, dopo un primo momento di stallo, il medico è tornato alla ribalta delle cronache mondiali in seguito al decesso di Michael Jackson: sembra, infatti, che alcuni mesi prima della sua morte il cantante avesse espresso la volontà di essere “plastinato” in uno dei suoi più famosi passi di danza.

A questo punto è naturale porsi alcune domande: ma allora, da dove provengono le centinaia di cadaveri esposti? E soprattutto: tutto ciò è legale? Von Hagens ha più volte dichiarato di “operare in conformità con le leggi del paese in cui lavora” e che le salme sono delle “donazioni volontarie” di persone che firmano un contratto gratuito affinché, a morte avvenuta, il proprio corpo possa continuare ad esistere. Quanto alla legalità della questione, come nel caso in cui si donano le proprie spoglie agli istituti di ricerca per finalità scientifiche, dal punto di vista giuridico è tutto regolare, poiché è la volontà stessa del soggetto interessato.

Contestualmente, anche le mostre di Von Hagens hanno uno scopo scientifico: oltre a mostrare egregiamente i tessuti e le strutture interne, in alcune vetrine sono esposti molti degli organi e le loro possibili alterazioni dovute ad un cattivo stile di vita o a malattie come l’Alzheimer. Possiamo vedere, quindi, i vasi sanguigni e i danni provocati dal colesterolo, i rischi per la colonna vertebrale  derivanti da posture sbagliate e l’effetto catastrofico che il fumo delle sigarette produce sui polmoni. Non a caso, il 10% dei visitatori ha affermato di aver smesso di fumare dopo aver visto le esposizioni ed il 30% si è dichiarato favorevole alla donazione degli organi.

Non solo un progetto artistico, dunque, il Body Word del medico tedesco. Ogni visitatore della mostra sarà invitato all’uscita a firmare un foglio con il quale, al  momento della sua morte, potrà donare il proprio corpo alla galleria del Dottor Von Hagens. Assurdo? Non più di tanto se consideriamo che sono oltre 12.000 i soggetti che in tutto il mondo fanno parte dell’“Istituto per il programma di donazione organi per la plastinazione”.

Con 33 milioni di visitatori in tutto il mondo, Body World esorcizza la morte, trasformando il cadavere in un oggetto da esposizione, quasi come una vecchia bottiglia di plastica che viene riciclata per dare forma a qualcosa di nuovo.

Un connubio senza eguali tra arte e scienza, tra critiche ed apprezzamenti, tra sacro e profano, che siamo sicuri non mancherà di suscitare polemiche nella Patria del Cristianesimo.

Serena Brini