Le recenti polemiche sul presunto riarmo dell’Europa hanno certamente generato molta confusione e come succede spesso si sono formati schieramenti pro e contro con motivazioni diverse tra i sostenitori della medesima posizione, ovviamente perchè ognuno è a favore o contro per motivi diversi che vanno oltre il bisogno o meno di una difesa comune dell’Europa.
Quindi, al fine di sgombrare il campo da ogni equivoco, vogliamo sottolineare che è importante ribadire che il riarmo dell’Europa ed un ipotetico esercito europeo devono essere valutati a prescindere dall’attuale guerra tra Russia ed Ucraina, perchè non ci si può far influenzare in una scelta così importante pensando che siano due cose collegate.
Tanto per cominciare l’Europa è indietro anni luce in fatto di difesa comune, e questo per vari motivi, a cominciare dalle condizioni poste ad alcuni loro paesi come Germania ed Italia dopo la seconda guerra mondiale, con forti limitazioni al loro sviluppo militare, una situazione che dal nostro punto di vista è ormai superata e non dovrebbe essere un tabù dopo oltre 80 anni per chi ha perso la guerra avere gli stessi diritto di chi l’ha vinta.
Per troppi anni inoltre l’Europa occidentale (e poi quella orientale dopo il crollo del comunismo) hanno fatto affidamento sulla protezione degli Stati Uniti, che pur essendo stata una costante ha di fatto tarpato le ali ad un continente che avrebbe potuto e dovuto essere autosufficiente in tutto.
Proprio la fine della seconda guerra mondiale con i nuovi equilibri che dopo millenni mettevano l’Europa in una condizione di inferiorità e subalternità nei confronti delle nuove superpotenze avrebbe dovuto far capire che per riprendere un ruolo da protagonista nella storia occorreva tornare ad essere padroni del proprio destino.
Nonostante tanto tempo perso però a fine 2016 sembrava che con la prima presidenza Trump fosse all’ordine del giorno un’inversione di rotta nella strategia di difesa dell’Europa: purtroppo sono passati 8 anni e nulla è stato fatto per garantire al vecchio continente una solidità militare degna della sua grande storia.
Comunque, visto che pensiamo che sia sempre meglio tardi che mai, e sottolineiamo senza alcuna correlazione con l’attuale situazione tra Russia ed Ucraina (su cui in tempi non sospetti soltanto Silvio Berlusconi aveva fatto una lucida ed impeccabile analisi) oggi ci troviamo d’accordo con un’idea di difesa comune europea (abbiamo sempre pensato che una sola unione economica, senza quella politica e militare, sarebbe stata debole ed avrebbe fatto solo gli interessi della grande finanza), fermo restando che restano invariate le nostre critiche a come viene attualmente gestita l’Unione Europea, soprattutto con tante sue decisioni a dir poco discutibili se non peggio (una per tutte la folle idea del bando dei motori a benzina e diesel).
Claudio Marini