Cresce il consenso per vietare l’uso dei social ai minorenni; ultimo arrivato il Ministro Valditara che ha rilanciato una proposta per impedirne l’uso nelle scuole fino a 16 anni.
Una proposta comunque insufficiente ma almeno si va verso la direzione gusta. Insufficiente per due motivi: il primo è il limite che dovrebbe essere di 18 anni, il secondo è che non dovrebbe limitarsi alle scuole ma essere assoluto ed esteso ad ogni momento della giornata, con controlli nelle strade, nei locali e pizzerie, con sequestro dei cellulari e sanzioni a possessori e genitori In pratica niente smartphone per minorenni e solo telefoni che possono effettuare chiamate (senza fotocamera.
Molto saggio e completamente condivisibile il commento dell’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi che ha sottolineato: “La proposta di Valditara e questione di buonsenso! Dopo gli ultimi drammatici casi di violenza e di autolesionismo tra i giovanissimi è più che mai urgente seguire l’esempio di molti altri paesi e impedire l’uso dei social nelle scuole ai minori di 16 anni.I nostri giovani devono riscoprire il valore della vita reale, lontano dagli schemi e dai rischi del mondo virtuale. E’ il miglior insegnamento che possiamo dare loro!”
Non è la prima volta che Susanna Ceccardi dimostra lungimiranza e autonomia rispetto al pensiero unico dominante: certamente è una risorsa di cui l’Italia in futuro non può fare a meno.
Noi comunque consideriamo il limite dei 18 anni imprescindibile ( a meno che non si decida di abbassare la maggiore età a 16 anni) ed oltre alle sanzioni per possessori e genitori ce ne dovrebbero essere di dure per i social network che non verificano l’età degli utenti con richiesta di documenti di identità ( e con sanzioni penali per genitori che dovessero far usare ai figli minori social aperti con i loro documenti).
Almeno una volta l’Italia dimostri serietà e non confermi quello che è stato negli ultimi anni: un paese di buffoni.
Claudio Marini