Quando nel 2018 gli americani si sono inventati la follia del Metoo (con le accuse al famoso produttore Harvey Weinstein condannato senza uno straccio di prova) e l’Italia follemente e scioccamente come sempre è andata dietro a questo fenomeno da baraccone abbiamo apprezzato il commento dell’attrice Catherine Deneuve che con intelligenza e saggezza considerava le avance nel mondo dello spettacolo non come molestie o violenza sessuale ma come un diritto dell’uomo a provarci, fermo restando il diritto della donne di rifiutare (ma con esplicita manifestazione di dissenso e non con un dissenso espresso anche anni dopo i fatti).
Per noi quanto dichiarato dalla bravissima attrice era da condividere pienamente e dimostrava la sua dignità di donna contro le vergognose opportuniste di Hollywood (più qualche figlia d’arte italiana che deve solo ringraziare di essere la figlia di un bravo regista horror altrimenti non se la sarebbe filata nessuno e che per giunta ha ammesso che i trattamenti sessuali del produttore non le dispiacevano) che dopo aver avuto molti benefici da Weinstein lo avevano accusato a distanza di anni con un vile tradimento.
Disse bene allora Vittorio Feltri che biasimando il cattivo costume italiano di seguire le mode oltreoceano (anche quelle più deplorevoli come il metoo) aveva il coraggio di dire una sacrosanta verità: non erano state molestie o violenza ma pura e semplice prostituzione da parte di donne che poi si erano pentite della scelta fatta e che vigliaccamente attaccavano il loro antico benefattore: aggiungiamo che per coerenza avrebbero dovuto rinunciare a tutti i guadagni derivati.
Se però allora dalla Francia si levava una voce di buonsenso oggi il paese di copre di ridicolo con una condanna in primo grado a 18 mesi per l’attore Gerard Depardieu, anche lui ingiustamente accusato da arriviste senza scrupoli in cerca di pubblicità o facili guadagni, che a distanza di anni lamentano sue attenzioni sessuali (che magari ci sono state e sono state consensuali ma poi il mancato ottenimento di certi obiettivi ha “trasformato” in aggressioni).
Al grande attore francese va la nostra più completa solidarietà ma in quanto a follia anche l’italia non scherza e va dietro alla Francia come un somaro: addirittura a finire sul banco degli imputati (non in tribunale per il momento ma in uno dei programmi televisivi peggiori mai andati in onda) è stato l’attore pornografico Rocco Siffredi, il quale è stato accusato da alcune sue partner di scena di aver avuto comportamenti abusanti sul set (come se su un set porno si praticasse l’amore platonico).
Per fortuna anche in questo caso c’è qualche donna onesta intellettualmente e non possiamo che apprezzare l’intervento di Valentina Nappi, anche’ella attrice porno che ha fatto notare una cosa ovvia: su un set (o per analogia in un provino) se un’attrice o aspirante tale si trova in una situazione di disagio (per quanto aveva comunque letto prima la scena quindi o è incapace di intendere e di volere e va interdetta oppure è in malafede) PUO’ fermarsi, alzarsi ed andare via: non ci vuole un genio per capire l’ovvietà di ciò ma l’assurdo in Italia è che c’è tanta povera gente ingiustamente accusata dalle professioniste della calunnia e della menzogna, in cerca di facile pubblicità e magari risarcimenti per danni immaginari. Anche a Rocco Siffredi la nostra piena solidarietà.