Brasile: fino a 8 anni per chi denuncia false violenze. Un esempio da seguire

Se dal Brasile parte una campagna contro le false denunce di violenza l’europa e l’italia (non è un refuso la lettera minuscola) evidentemente nel nostro continente siamo indietro anni luce.

Infatti la deputata federale Júlia Zanatta, esponente del Partito Liberale di Santa Catarina, ha presentato un disegno di legge che prevede fino a 8 anni di reclusione per chi presenta denunce false di violenza, oltre all’obbligo di risarcire eventuali danni morali e materiali.

Ovviamente la proposta ha suscitato qualche protesta da parti di chi, incurante dei diritti umani, crede che una semplice denuncia non abbia bisogno di riscontri e debba essere creduta a priori (come succede in Italia peraltro).

Ma la stragrande maggioranza del popolo brasiliano ha dimostrato di apprezzare una norma che finalmente colpevolizza coloro che fanno false accuse: una norma del genere (anche più severa, tipo una pena almeno del doppio rispetto al reato denunciato) andrebbe messa anche in Italia.

Non è infatti tollerabile che tanti uomini innocenti siano accusati ingiustamente senza uno straccio di prova solo perchè qualche troia si è svegliata con il piede sbagliato o si è pentita di averla data senza pensarci due volte.

Ricordiamo che un Paese (questo sì con la maiuscola a differenza dell’italia) come la Russia prevede che per denunciare una violenza sia necessario un referto medico: altro che il metoo importato da un paese indegno come gli USA.

Onore al Brasile dove è ancora permesso il diritto di parola per chi si oppone al nazifemminismo.

Claudio Marini