A cavallo tra il 2024 ed il 2025 (il 31 dicembre) la magistratura criminale non poteva certo risparmiarsi una delle sue più folli performance.
L’ex Ministro delle Risorse Agricole ed ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è infatti stato arrestato con le assurde ed astratte accuse di aver trasgredito agli obblighi dei servizi sociali (peraltro ormai in scadenza) in virtù di una condanna altrettanto assurda ed astratta per il fantomatico reato di “traffico illecito di influenze”.
Dobbiamo ricordare nell’occasione che Sergio Pizzolante aveva avvertito il Parlamento ubriaco di propaganda giustizialista circa i rischi di una legge che avrebbe di fatto costituito una spada di Damocle su ogni amministratore pubblico, considerando un reato ciò che tale non era.
A parte però la nostra assoluta convinzione che nè la condanna nè l’arresto siano legittimi sarebbe il caso di riflettere ancora una volta sulla mancanza di equilibrio e di opportunità: soltanto una mente sadica e squilibrata potrebbe pensare di far applicare la misura il 31 dicembre (invece se un povero cittadino fa una qualsiasi istanza in periodo festivo è normale che venga valutata dopo le feste!).
Non vi era nessuna necessità di applicare la misura il 31 dicembre, nè Alemanno era stato precedentemente ammonito circa la sua condotta ai servizi sociali (altra assurdità: in pratica i servizi sociali sarebbero arresti domiciliari mascherati e nessun senso ha imporre ad un cittadino di rincasare alle 21).
Questo rende ancora più urgente, nell’ambito di una riforma che da troppo tempo aspetta, il ricorso a frequenti test psichiatrici per coloro che hanno nelle proprie mani il destino di tanti poveri innocenti.
Ultimo sospetto ma non per questo meno grave: chissà come mai si colpisce Gianni Alemanno, uno dei pochi politici non allineati con le folli strategie di USA ed UE, uno dei pochi politici contrari all’invio di armi in Ucraina.
Claudio Marini