Addio ad Umberto Bossi, uno dei protagonisti della seconda repubblica

Potrebbe sembrare una frase di circostanza ma in questo caso non lo è: sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.

Mai come ora questa frase dice il vero: ci lascia un grande protagonista della storia della politica, purtroppo è scomparso Umberto Bossi, fondatore della Lega Lombarda (poi divenuta Lega Nord e poi Lega per Salvini) un movimento che ha contribuito a dare una casa (soprattutto al nord) a tutti coloro che erano orfani di una casa politica dopo il colpo di stato giudiziario del 1992.

A dire il vero un sentimento di protesta (erroneamente indirizzato verso le forze di governo a causa di una magistratura schierata) c’era già stato nelle elezioni del 1992 ma i mesi successivi alle elezioni contribuirono a fare della Lega il principale partito anti-sistema.

La prima alleanza con Berlusconi portò la Lega di Bossi al governo con importanti incarichi ma un errore (tutti ne possono commettere) portò fuori la Lega dalla maggioranza e da l governo alcuni mesi dopo I protagonisti di quella spaccatura purtroppo non ci sono più ed a poco serve pensare a cosa sarebbe accaduto se il primo governo Berlusconi fosse andato avanti per 5 anni.

Dopo le strade di Berlusconi e Bossi si sono incontrate di nuovo ed hanno governato per 5 anni (dal 2001 al 2006) e poi per altri 3 (dal 2008 al 2011) finchè un colpo di stato ordito da Napolitano non portò il burocrate Monti al governo al posto della maggioranza voluta dagli elettori e un complotto (con qualche suo infedele compagno di partito) pieno di menzogne non lo costrinse a lasciare la guida di quel partito che aveva fondato ed aveva portato ad essere protagonista della politica nazionale.

La verità è che Umberto Bossi è stato un grande uomo politico che ha sempre avuto una grande visione per il futuro ed un grande progetto privo di ambizioni personali o di opportunismo: magari avrà fatto qualche errore di valutazione tattico ma resta un uomo che si è sempre battuto per il bene del suo popolo ( a differenza di tanti altri).

Ci avrebbe fatto molto piacere vederlo al Quirinale, perchè la sua idea di Stato (con lui usiamo la lettera maiuscola) era sicuramente più dignitosa di tanti suoi contemporanei e di tanti attuali.

Lo rimpiangiamo, come rimpiangiamo Silvio Berlusconi: ora sono insieme a guardare dall’alto un paese che avrebbero voluto migliore di quello che è ma che sopratutto grazie a loro non è molto peggio di come è ora.

Claudio Marini