Il sonno come fattore rischio per l’obesità

Uno studio statunitense mette in relazione il sonno e il rischio di sovrappeso.

Un riposo notturno inadeguato può favorire l’obesità in tutte le fasi della vita e specialmente nella prima infanzia.

Lo studio mette in relazione il sonno insufficiente tra i 6 e i 24 mesi e il rischio di sovrappeso a 3 anni, indipendentemente da altri fattori.

Tra i bambini presi in esame, la possibilità di essere in sovrappeso a 3 anni era più elevata in quelli che dormivano meno di 12 ore.

L’obesità si conferma dunque come una malattia multifattoriale sulla quale incide anche la qualità del sonno oltre che l’alimentazione, l’attività fisica e l’ereditarietà.

Il sonno diventa determinante per un’adeguata funzionalità del sistema neuroendocrino e in particolare dei centri del cervello che controllano fame e sazietà.

Dormendo meno, i livelli dell’ormone Leptina, che induce sazietà e stimola l’uso delle riserve dei grassi, sarebbero minori,mentre la grelina che provoca l’appetito aumenterebbe.

Per il controllo del peso inoltre, è fondamentale l’ormone della crescita GH,la cui secrezione avviene durante il sonno notturno.

È necessario agire sullo stile di vita:l’eccessiva esposizione a tv e computer per esempio aumenta il rischio perché sottrae tempo al riposo ed abitua alla sedentarietà senza dimenticare che poi i bambini davanti allo schermo mangiano in maniera smisurata.

È giusto rispettare poi gli orari soprattutto nella giovane età in modo che possano godere maggiormente le ore diurne e dedicare quelle notturne al  riposo. 

Rosalba Bugini