La discriminazione sempre crescente da parte dei mass media italiani contro l’Islam ha toccato un picco nel corso di una delle ultime puntante del programma di Rete 4 “Fuori dal coro” (che all’inizio era partito come un programma alternativo al pensiero dominante ma che poi ha dimostrato di non avere coraggio e di attaccare i più deboli).
In un centro di preghiera infatti sono state raccolte alcune dichiarazioni da parte di fedeli e rappresentanti religiosi (ovviamente strumentalizzate e decontestualizzate) secondo cui una bambina di 9 anni può sposarsi se ha avuto il suo primo ciclo mestruale e se ha avuto il consenso da parte dei genitori.
Ovviamente alcuni politici (che non meritano nemmeno di essere nominati) hanno condannato queste affermazioni sostenendo che spostare una bambina è un crimine ed una violazione dei diritti umani.
Evidentemente per loro invece il fatto che una bambina stia sui social in pose da pornostar ed abbia rapporti sessuali promiscui con coetanei è una cosa normale ed accetabile
Evidentemente per loro il fatto che una bambina debba essere lasciata libera di corrompersi con i pessimi esempi di social e tv è una cosa normale.
Beh se per loro una cosa sacra e seria come il matrimonio è da condannare mentre fare le troie fin dalla tenera età è da accettare noi non siamo d’accordo: se sulla prima cosa si può discutere su opportunità e tempi sulla seconda la condanna deve essere senza se e senza ma.
E se dobbiamo fare una scelta tra l’Islam del matrimonio e l’occidente delle troie noi stiamo dalla parte dell’Islam, senza se e senza ma!
Claudio Marini