Carlo Taormina, illustre avvocato e giurista nonchè ex parlamentare e sottosegretario, non è certo uno che ha bisogno di presentazioni, vista la sua carriera, e non ha mai avuto paura di esprimere posizioni anche scomode.
Non possiamo quindi che apprezzare ed essere d’accordo con le sue ultime esternazioni, nelle quali chiede con forza al presidente della repubblica Sergio Mattarella un atto di coraggio ed una moral suasion sul parlamento afinchè approvi in tempi rapidi un’amnistia (seppur condizionata alla non commissione di reati entro 10 anni, un tempo per noi troppo lungo).
Taormina aggiunge pure che in caso di mancato intervento Mattarella farebbe meglio a tacere quando parla di suicidi nelle carceri, poichè sarebbe solo ipocrisia: come dargli torto? Il problema sta a monte ed è di carattere culturale: si tratta di rieducare un popolo come quello italiano che finchè non prova sulla propria pelle certe cose è tra i più superficiali. Per esempio (e non ci vuole un genio per capirlo) se la pena è la privazione della libertà che senso ha non farla scontare agli arresti domiciliari come principio per tutti (salvo in caso di evasione o commissione di altri reati durante i domiciliari): quanto soldi si risparmierebbero? quanti soldi si potrebbero dirottare sulla sanità che è in condizioni vergognose? Quanto al personale penitenziario potrebbe essere utilizzato in controlli ed assistenza a chi è ai domiciliari. Ma qui il germe che contamina l’italiano medio è quello della vendetta, del voler torturare coloro che hanno sbagliato oltre ogni umanità, arrivando a giustificare anche i casi di violenza che accadono nelle prigioni.
Tornando quindi alle parole di Taormina esse sono un chiaro invito ad andare nella direzione della civiltà e di una giustizia più giusta ed a 20 anni dall’ultimo provvedimento di clemenza non si può attendere oltre: allora maggioranza ed opposizione fecero prevalere la ragione sull’opportunismo, speriamo che i leader di oggi sappiano fare altrettanto. Ma nel frattempo una moral suasion del capo dello Stato non solo sarebbe opportuna ma anche doverosa.
Claudio Marini