Sconfitta di Meloni e FDI alle amministrative: le conseguenze di un fallimento dopo 3 anni

Dopo quasi 3 anni di governo per Giorgia Meloni ed il suo partito FDI arriva una sonora sconfitta alle elezioni amministrative e di solito questo è l’ultimo avvertimento degli elettori a cambiare rotta prima che sia troppo tardi (ammesso che ci sia ancora tempo e fermo restando che l’alternativa potrebbe anche essere peggio).

Non è infatti una singola realtà ad aver dato questa indicazione ma nel complesso tante realtà di diverse regioni che hanno premiato un centrosinistra non tanto per i suoi meriti ma per i grandi demeriti di chi sta al governo.

Il più grande fallimento (di FDI in particolare) è quello sulla giustizia, con un ministro ex magistrato che in quasi 3 anni ha fatto solo chiacchiere e zero fatti, ben lontano da una riforma che dovrebbe avere un effetto dirompente sul cancro che da oltre 30 anni affligge l’Italia: non ci meraviglia visto che l’attuale premier è da sempre giustizialista (il centrodestra è nato garantista con il suo fondatore Silvio Berlusconi al quale anche lei deve la sua fortuna politica). Non parliamo nemmeno di Andrea Delmastro, il quale non ha avuto nemmeno la dignità di dimettersi: ma anche i componenti della commissione giustizia di camera e senato hanno brillato per incapacità.

Un altro ridicolo esempio di tante chiacchiere e zero fatti viene dal ministro Valditara che da mesi parla del giustissimo divieto dei social per i minori (/che lui vorrebbe a 15 anni ma che sarebbe più giusto portare a 18 come è stato proposto in Texas) e di vietare i cellulari a scuola: ci vuole molto a fare una legge o un decreto? Per la Meloni questo non è importante? Se ne fregano della corruzione dei giovanissimi? A loro evidentemente sta bene che le ragazzine facciano le troie sui social. Chissà magari pure il governo farà un suo profilo su Onlyfans (una piattaforma vergognosa che andrebbe chiusa subito ma chissà quali altre priorità ha questa maggioranza).

Potremmo andare avanti con le altre promesse non mantenute da questa maggioranza nella quale non bastano pochi volenterosi per invertire la tendenza e dove ci sarebbe bisogno di un richiamo all’ordine: forse l’unico che può riportare FDI e la maggioranza a ragionare è il presidente del senato Ignazio La Russa, che dopo aver visitato il carcere di Rebibbia imitando Casini e Gasparri, ha aperto alla proposta di Roberto Giachetti di un mini-indulto: ben poca cosa rispetto a ciò che serve ma meglio di niente e magari La Russa potrà avere il merito di riportare alla ragione il suo partito ed isolare i giustizialisti.

Claudio Marini