Dalle periferie parte la sfida del Partito Socialista che si propone come il più credibile interlocutore della sinistra italiana da molti anni.
Nei giorni scorsi si è tenuto il congresso regionale del Lazo del PSI che ha riconfermato alla sua guida l’on. Gianfranco Schietroma, uno che non ha bisogno di presentazioni essendo stato consigliere regionale, parlamentare e sottosegretario al Governo: sicuramente degno erede del padre Dante Schietroma già parlamentare e Ministro.
Ma la sua elezione non è soltanto una conferma di una esemplare carriera ma anche un sostegno al rinnovamento: infatti ne è prova il vicesegretario nazionale Vincenzo Iacovissi che proprio grazie e a Schietroma ha mosso i primi passi in politica.
In questo va dato merito a Schietroma di aver favorito la crescita di una classe dirigente nuova e competente che ha avuto occasione di mettersi in evidenza anche nell’ultimo congresso regionale: un esempio da seguire per tanti altri partiti.
Schietroma ha inoltre contribuito a fare del PSI un partito nel quale non vi sono invidie o lotte intestine ma una grande armonia tra vecchi e nuovi esponenti: va dato infine grande merito per la sua instancabile opera al dirigente nazionale Sebastiano Funari che rappresenta una grande risorsa per il partito.
Il PSI rappresenta la vera sinistra, la sinistra garantista (ricordiamo un professore di educazione tecnica di una scuola media di Frosinone, comunista che a metà anni 80 diceva ai suoi studenti “meglio 1000 delinquenti in libertà che un solo colpevole in carcere” ma chissà se ora riesce a non vergognarsi del suo partito), una sinistra che deve liberarsi del giustizialismo se vuole tornare ad essere una sinistra vera
Claudio Marini