Amnistia o indulto: il Parlamento non può più ignorare una necessità

Lo ha chiesto più volte Papa Francesco, soprattutto in questo che è l’anno del Giubileo, ma le sue parole non sono neanche state commentate da una mediocre classe politica sia di maggioranza che di opposizione (poche le eccezioni di persone coraggiose come Roberto Giachetti e Maria Elena Boschi): stiamo parlando di un provvedimento (amnistia o indulto) quanto mai necessario per risolvere il vergognoso problema del sovraffollamento delle carceri.

Ne da testimonianza Gianni Alemanno, detenuto ormai da quasi 3 mesi per un reato che nemmeno avrebbe dovuto essere considerato tale, con una lettera aperta nella quale sottolinea: Giovedì scorso ho assistito a uno spettacolo senz’altro raro nelle celle di un carcere. Tanti detenuti, forse per la prima volta nella loro vita, ascoltavano intenti, attorno ai tavoli delle loro celle, la radio. Ascoltavano un dibattito parlamentare. Capite? Ascoltavano i deputati durante la seduta straordinaria della Camera sull’emergenza carceri. Nonostante anni di delusioni, davano ancora una volta credito alla politica, speravano in un segnale di attenzione per una situazione veramente indegna e insostenibile. Ma questo segnale non è arrivato. Alla fine non è stato facile sostenere gli sguardi delusi dei colleghi di cella e di reparto, le domande “e allora?”. “E allora niente, non hanno capito nulla e non succederà niente, nonostante il Giubileo, gli appelli del Papa e della CEI, le denunce degli organismo europei, le esortazioni di tanti personaggi di rilievo” ho dovuto ripetere decine di volte. E in effetti non hanno capito, o non hanno voluto capire. In un aula formata prevalentemente da deputati non eletti dal popolo, ma scelti dai vertici dei partiti, conta solo l’ordine di scuderia, il messaggio demagogico da far rimbalzare sui media. “Abbiamo difeso la certezza della pena” diranno a destra, “abbiamo denunciato l’insensibilità sociale delle destre” ribatteranno a sinistra. Ma la realtà è un’altra cosa, è rimasta mille miglia lontana da Montecitorio. Una realtà fatta di carceri sovraffollati, dove la riabilitazione è quasi sempre una chimera, dove l’esperienza carceraria è solo una leva per moltiplicare la recidiva. La politica delude. Ma noi non ci fermeremo, anche dal profondo di queste celle continueremo a combattere.

Si ricordi il centrodestra che tra i sostenitori dell’indulto del 2006 c’era Silvio Berlusconi e tutta Forza Italia votò a favore (che ne pensa di questo Antonio Tajani???). Ma visto che spesso anche Meloni e Salvini lo ricordano come il fautore del centrodestra che modo è questo di ricordare la sua figura se sulla giustizia fanno l’esatto contrario?

Si ricordi il centrosinistra (in primis la Schlein) che l’allora maggioranza di centrosinistra guidata da Romano Prodi nel 2006 votò a favore dell’indulto: un leader degno di guidare il PD non può oggi essere contrario ad un provvedimento similare. E se anche il M5S la smettesse con un giustizialismo da bettola darebbe una dimostrazione di maturità.

Ci pensi il Ministro Nordio a questa emergenza che non può più attendere, ci pensi il viceministro Francesco Paolo Sisto che è proprio di Forza Italia che votò a favore dell’indulto del 2006, ci pensino i sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, ci pensino i componenti della commissione giustizia della camera (Ciro Maschio, Federico Cafiero De Raho, Pietro Pittalis, Michela Di Biase, Jacopo Morrone, Stefania Ascari, Davide Bellomo, Ingrid Bisa, Francesco Bonifazi, Alice Buonguerrieri, Tommaso Antonino Calderone, Enrico Costa, Antonio D’Alessio, Daniela Dondi, Devis Dori, Valentina D’Urso, Francesco Gallo, Federico Gianassi, Carla Giuliano, Giandonato La Salandra, Marco Lacarra, Maurizio Lupi, Simonetta Matone, Alessandro Palombi, Annarita Patriarca, Andrea Pellicini, Paolo Pulciani, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani, Valeria Sudano, Maria Carolina Varchi, Gianluca Vinci), ci pensino i componenti della commissione giustizia del senato (Giulia Bongiorno, Sandro Sisler, Ilaria Cucchi, Sergio Rastrelli, Walter Verini, Alfredo Bazoli, Gianni Berrino, Anna Bilotti, Susanna Donatella Campione, Maurizio Gasparri, Ada Lopreiato, Franco Mirabelli, Giovanna Petrenga, Manfredi Potenti, Ernesto Rapani, Anna Rossomando, Salvatore Sallemi, Ivan Scalfarotto, Roberto Maria Ferdinando Scarpinato, Marco Silvestroni, Erika Stefani, Julia Unterberger, Pierantonio Zanettin).

Abbiamo pubblicato tutti i nomi di coloro che (chi più chi meno) possono fare qualcosa per risolvere il problema con un provvedimento ormai da tempo necessario e che non può attendere oltre: in questo modo tutti sapranno riconoscere i meriti in caso positivo o le responsabilità in caso negativo.